Al di la delle Forze piú rappresentative
Scritto il luglio 1, 2012 da sinistraunita
Stiamo assistendo in questi giorni ad un grave delirio politico Sammarinese, da una parte la disgregazione del Patto per San Marino, dall’altra la disperata corsa alla “responsabilitá” da parte delle forze piú rappresentative del Paese.
Il Patto combina errori madornali a ripetizione degni di una immediata squalifica politica: riforma tributaria, ricapitalizzazione Cassa di Risparmio per citare gli ultimi due clamorosi. In un paese normale il governo si sarebbe giá dimesso, ma si sá non siamo un paese normale siamo nel magnifico mondo della politica di San Marino, dove tutti si ostinano a stare li senza un progetto, senza una idea, l’importante è esserci!
Il PSD continua a puntare sulla responsabilitá delle forze piú rappresentative del Paese e su questa affermazione occorrere fare una attenta analisi psicologica e politica.
Infatti sia il PSD che la DC si ostinano a voler credere di essere ancora le forze piú rappresentative ma non lo sono piú da quando la cittadinanza ha incominciato a prendere coscienza di essere stata tradita da queste forza politiche e dalla loro classe dirigente. Oltre alla grave cirisi economica sofferta ad oggi solo da una parte del Paese, La cittadinanza per quanto parzialmente consapevole della economia borderline che ha fatto la ricchezza di San Marino non si immaginava di vedere nel proprio territorio fenomeni che sono andati ben oltre le attivitá di occultamento dell’evasione italiana, fenomeni come la criminalitá organizzata, i servizi segreti deviati, logge massoniche deviate e il traffico di armi,evidenziate dalle inchieste italiane hanno fatto sentire molti elettori delle forze piú rappresentative traditi da una politica che ha prodotto questa grave ferita reputazionale inferta al nostro paese. I grandi amici politici di Bacciocchi, di Bianchini, di Fantini, di Lucio Amati sono tutti nelle forze che erano piú rappresentative e che oggi fingono di disconoscere queste amicizie.
Per questo la politica nostrana avrebbe bisogno di una grande rinascita, una rinascita improntata alla trasparenza interna, ad un modello bipolare compiuto da realizzarsi attraverso una fase di Governo Tecnico del Paese, esistono risorse interne e hanno anche ad oggi ruoli rilevanti, capaci di azioni tecnico-politiche in grado di risanare e fare ripartire il paese, e queste risorse dovrebbero essere valorizzate a-partiticamente, al di fuori degli schieramenti e supportate da una azione politica corale e complessiva.
Mai come oggi al Paese servirebbe una fase costituente, un momento di rinascita e ricostruzione di un modello politico che nella dimensione della competizione e del privilegio personale ha mostrato tutti i suoi limiti, una sorta di passaggio Islandese dove i cittadini hanno ricostruito il loro stato distrutto dalla speculazione finanziaria. Ma tutto questo presupporrebbe una “rinuncia” da parte della attuale classe dirigente, un gesto forte di passaggio in secondo piano nell’interesse generale del Paese.
Tutto questo non accadrá, non abbiamo un Presidente della Repubblica alla Napolitano, non abbiamo strutture organizzate al di fuori dei partiti che possono imporsi sui partiti, e conosciamo troppo bene la “natura” di certi personaggi incapaci di gesti di umiltá per questo il passaggio descritto e necessario al Paese dovrá essere intrapreso a prescindere dal gesto di rinuncia di questa classe politica perdente.
Le risorse e le intelligenze sammarinesi dovranno organizzarsi e relazionarsi al di fuori degli schemi correnti, sará difficile anche per loro in quanto esistono poche persone non “colluse” con il sistema, ma questa classe dirigente che esiste e sta lavorando continuamente per cercare di salvare il Paese dovrebbe unirsi al di fuori delle ex forze rappresentative , pena la loro delegittimazione popolare.
A meno di un ultimo e clamoroso gesto di umiltá da parte delle ex forze piú rappresentative.
Alessandro Rossi Coordinatore Sinistra Unita



